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October 12 L'eleganza del riccioHo finito oggi di leggere "L'eleganza del riccio" di Muriel Barbery...e che posso dire se non che è uno dei più bei libri che abbia mai letto?!
Non ho letto centinaia e centinai di libri quindi di sicuro devo ancora "farmi le ossa" in quanto a "grandi letture" però di libri intensi ne ho letti...ma nessuno mai prima mi aveva lasciato una positività dentro come questo.Per farvi capire la bellezza di questo libro dovrei scannerizzarlo e riportarlo tutto qui perchè non c'è capitolo che non meriti però ovviamente per ragioni di tempo e di spazio non mi è possibile e poi soprattutto, dovete leggervelo da voi!
Intanto però voglio comunque rendervi partecipi di questo gioiellino e vi riporto un breve passaggio,non il più bello,ma forse quello che più mi ha colpito per ben ovvie ragioni personali...
"Ecco quindi il mio pensiero del giorno: per la prima volta ho incontrato qualcuno che cerca le persone e che vede oltre.
Può sembrare banale,eppure credo che sia profondo.Non vediamo mai al di là delle nostre certezze e, cosa ancore più grave, abbiamo rinunciato all'incontro, non facciamo che incontrare noi stessi in questi specchi perenni senza nemmeno riconoscerci. Se ci accorgessimo, se prendessimo coscienza del fatto che nell'altro noi guardiamo solo noi stessi, che siamo soli nel deserto, potremmo impazzire. Quando mia madre offre degli amaretti di Ladurée a madame de Broglie, non fa che raccontare a sé stessa la storia della sua vita, sgranocchiando il proprio sapore; quando papà beve il caffè leggendo il giornale, si contempla in uno specchio tipo autosuggestione cosciente del metodo Coué; quando Colombe parla delle conferenze di Marian, blatera davanti al riflesso di sé stessa, e quando le persone passano davanti alla portinaia, non vedono nulla perché lì non si vedono riflesse.
Io invece supplico il destino di darmi la possibilità di vedere al di là di me stessa e di incontrare qualcuno."
"C'è talmente tanta umanità in questa capacità di amare gli alberi, talmente tanta forza nel sentirsi così insignificanti in mezzo alla natura...sì, è proprio questo: l'evocazione degli alberi, della loro maestosità indifferente e dell'amore che proviamo per loro da un lato ci insegna quanto siamo insignificanti, cattivi parassiti brulicanti sulla superficie terrestre, dall'altro invece quanto siamo degni di vivere, perchè siamo capaci di riconoscere una bellezza che non ci è debitrice.
Kakuro parlava delle betulle e io, dimenticando gli psicoanalisti e tutte quelle persone intelligenti che non sanno cosa farsene della loro intelligenza, mi sentivo improvvisamente più grande perchè ero capace di coglierne la meravigliosa bellezza."
ila
Ah dimenticavo la frase del mese!! L'ha detta alla prima lezione la mia lettrice di madrelingua inglese (quindi ovviamente non ce l'ha detto in italiano ma tralasciamo...):
"Se a qualcuno piace Laura Pausini per me può anche lasciare il mio corso!"
(l'ultima volta alla lista nera ha anche aggiunto kyle minogue e Berlusconi...grande Rose!!)
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